| Claude Monet Informazioni criticobiografiche | |
Profondamente indifferente
al soggetto e alieno da ogni forma di narrazione, si
distinse ben presto per un gusto dei colori chiari e
squillanti, per una sensibilità agli effetti della luce
solare che si afferma nelle Donne in giardino (1866,
Parigi, Louvre). I richiami a Manet, già evidenti in
quella tela, si precisarono nel Ritratto di Jacquemart (Zurigo,
Kunsthaus) e nella Colazione sull'erba, di cui rimane il
bozzetto al museo di Mosca. Era naturale, quindi, che il
Salon escludesse Monet nel 1867 e nel 1869. Intanto
l'artista era entrato nel gruppo di Manet al Café
Guerbois, dove lo interessarono specialmente le
discussioni sui problemi della pittura all'aria aperta e
delle ombre colorate. Sono di quel periodo i primi
paesaggi di neve e la stretta comunione di lavoro e di
stenti con Renoir, da cui nascono i quadri di Bougival,
nature morte e variazioni sul tema dei riflessi, come II
fiume (Chicago, Art Institute) e La Grenouillère (New
York, Metropolitan Museum). Nel 1871 l'invasione
prussiana spinse Monet in Inghilterra. A Londra egli
lavorò con Pissarro, studiò paesisti e acquerellisti
inglesi nei musei e conobbe il mercante Durand Ruel che
lo apprezzò immediatamente e, tornato in Francia, prese
ad acquistare anche tele dei suoi amici, legando la
propria sorte alla loro e persuadendoli a rimanere
lontani dai Salons. Stabilitesi ad Argenteuil nel 1872,
Monet intraprese una serie di studi sulla Senna, con un
pennelleggiare virgolato, leggero e vibrante che riesce a
una mirabile intensità lirica negli effetti di luce
sull'acqua e sul fogliame e seppe stimolare anche Manet,
spesso ospite dell'amico. La parola « impressione », già
usata da Gauthier per Daubigny, ripetuta per Jonkind,
ricorrente nelle discussioni del Café Guerbois, parve a
Monet la più adatta a designare una sua marina esposta
nel 1874 presso Nadar, insieme con gli amici che da
allora furono chiamati «impressionisti»; definito «un
Manet più intransigente », egli apparve il naturale
capo del gruppo, a cui la critica ostile e il pubblico
ottuso riserbavano anni assai duri. Incomprensione e
povertà non impedirono tuttavia a Monet di sviluppare
con assoluta coerenza una pittura sempre più luminosa,
lontana ormai dal realismo di Courbet e volta
esclusivamente all'evocazione lirica del paesaggio, più
intensa di colore dopo un viaggio sulla Costa Azzurra nel
1883. Esposizioni collettive e mostre personali a poco a
poco imposero al pubblico la nuova visione pittorica, e
nel 1886 il coraggio ostinato di Durand Ruel era coronato
a New York da un primo successo internazionale. In
quell'anno Monet rifiutava di partecipare all'ottava
mostra del gruppo impressionista, ormai compromesso da
nuove eterogenee tendenze che ne affrettarono la
dissoluzione. Ma critica e pubblico avevano accettato la
pittura di Monet, che nel 1889 potè aprire una sua
mostra retrospettiva e seguire l'esempio di Manet
aiutando gli amici più giovani o meno fortunati ;
L'impressionismo di Monet ,che non mirava all'obiettività,poichè basato sulle "impressioni e percezioni individuali,senza il dover necessariamente identificare l'oggetto rappresentato" fu un'idea dell'arte che allontanava l'arte dall'idea stessa di riproduzione e dall'estetica del realismo, a tal punto che sia il pittore ,sia l'oggetto rappresentato si ponevano in continuo movimento e sottomessi direttamente al fluire del tempo.L'ancoraggio,quindi, all'effimero e al transitorio,lo portò gradualmente alla dissoluzione della forma,una soluzione che in parte gli fu rimproverata dalla critica,insieme alla tecnica d'esecuzione troppo rapida e irregolare,rispetto alle tecniche che utilizzavano la xosidetta stesura piatta dell'impasto cromatico;una critica che Monet respinse fino all'ultimo.
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