| DE CHIRICO Informazioni critico-biografiche | |
Firenze ,dunque, nacque il suo interesse per la cultura tedesca e il desiderio di raggiungere Monaco.Il secondo soggiorno fiorentino fu determinante , e alla luce delle esperienze passate , delineò in maniera decisiva i suoi orientamenti culturali. E' dell'estate del 1906 un breve viaggio a Milano, dove conosce Segantini e Previati.Al suo ritorno, benchè ancora attirato dalla grande arte dei musei fiorentini, non è persuaso dal valore scolastico dell'accademia di belle arti, così, a 18 anni parte nuovamente per Monaco , facendo tappa a Venezia, visitando chiese e musei.In Germania giunge nel 1906 e dividerà le sue giornate tra lo studio sistematico dell'accademia e lo studio della pittura antica nelle pinacoteche della capitale bavarese. La molteplicità degli spostamenti avrà una forte influenza sul temperamento di De Chirico, rendendolo quasi sempre incline a frequenti disturbi psicofisici. Sempre in Germania avrà modo di verificare gli interessi a lui consoni per i vari filosofi e per la mitologia greca. Approfondirà l'opera di Bocklin anche attraverso un ' album di calcografie : immagini che saranno ricorrenti nella sua opera. Di Nietzsche lo colpisce il concetto del superuomo, il valore e il potere della sorpresa trasmessa dall'opera d'arte, l'angoscia del labirinto,l'enigma,il significato della "stimmung", che De Chirico interpreta come "atmosfera nel senso morale". Da Shopenhauer individua il valore dell'originalità, il senso della rivelazione delle apparizioni, la meditazione esistenziale.Mentre da Weininger valuta il senso trascendentale, la psicologia e la definizione della "Metafisica" dopo la lettura del "Saggio intorno alle cose supreme". Nell'estate del 1909 arriva a Milano, dove dipinge opere caratterizzate da una notevole impronta bockliniana.I temi preferiti sono le scogliere,città alte sul mare, lotte di centauri e vedute di tono romantico. E' di questo periodo l'autoritratto che si staglia su un cielo verde, e l'epigrafe nietzchana : "Et quid amabo nisi quod rerum enigma est "? che risulta essere tra le prime opere con doppia datazione :un problema questo poi risolto dal Soby , il quale ha motivato le varie datazioni anteriori , con l'intenzione del pittore di dimostrare l'originarietà della sua vocazione metafisica. Nei primi mesi del 1910 De Chirico torna con la madre a Firenze dove si fermerà per circa un anno. La solitudine,una forte depressione ed altri problemi di salute, avranno paradossalmente un'effetto determinante per la sua arte.Il quel periodo rilesse l'opera di Nietzche,nella quale, trovava "cose strane e sconosciute che possono essere trascritte in pittura".
A Parigi conosce Apollinaire , nella primavera espone al Salon des Indépendant, mentre ad ottobre espone una trentina di opere nel suo studio.Lo stesso Apollinaire, in una sua recensione, escluse qualsiasi dipendenza di De Chirico dall'arte precedente, e sottolineò l'importanza del suo nuovo modo di fare arte, che sebbene distante dagli orientamenti delle eltre avanguardie storiche, rappresentava una novità riguardo i contenuti e la tecnica d'esecuzione, ancorata alla tradizione.Di questo periodo sono: "L'incertezza del poeta" ,1913,"La Gare Montparnasse",1914, "Canto d'amore", 1914 "Il cattivo genio di un re" 1914. Nel 1915 rientra in Italia.Allo scoppio della grande guerra De Chirico fu destinato a Ferrara, dove conosce Carrà, il quale condivide apertamente la sua arte.Proprio dall'interesse di Carrà nacque la cosiddetta "scuola metafisica" , caratterizzata da un libero e fantasioso recupero della tradizione, nonchè dalla rappresentazione pittorica di concetti e impliciti nella scrittura. Si trattava di una corrente stilistica direttamente ancorata alla pittura di Giorgio De Chirico.Al soggiorno ferrarese risalgono alcuni importanti capolavori dell'arte dechirichiana : "Ettore e Andromaca"-1917 e "Le Muse inquietanti" -1918 Sempre a Ferrara inizia il periodo stilistico degli interni metafisici.Pittura d'ambiente, caratterizzata dalla rappresentazione pittorica di una molteplicità di oggetti e suppellettili.Scatole, biscotti, termometri, cubi, giocattoli vari, manichini, squadre da disegno, carte geografiche,mobili, una moltitudine di oggetti immersi un'atmosfera carica di immobilità e silenzio. Tipiche opere metafisiche del periodo sono :Malinconia della partenza" 1916 ,"Interno metafisico", 1916,Il sogno di Tobia", 1917. Nel 1919 De Chirico si trasferì a Roma, ed avviò un programma terorico che si concretizzò sulle pagine della rivista "Valori Plastici", che si protrae fino al 1922. La rivista (alla quale contribuì anche Carrà) è l'organo delle ricerche più innovative. Si recensiscono le opere di Malevic, Tatlin. Grosz, oltre naturalmente alle opere di Picasso , Kandinsky ed altri grandi maestri delle avanguardie. Per Valori Plastici De Chirico firma numerosi articoli riguardo tematiche etiche ed estetiche dell'arte.Articoli che si trovano in sintonia con il "Richiamo all'ordine" teorizzato dal francese Cocteau.La rivista ospiterà articoli e lettere , talvolta contrastanti di molti intellettuali dell'epoca: Venturi, Carrà, Bontempelli, Sarfatti. Anche all'estero la rivista ebbe alcuni riconoscimenti : nel 1921, infatti a Berlino una mostra alla galleria nazionale si intitola proprio :"Valori Plastici". E' un momento positivo riguardo la critica d'arte , così come accade in alcune mostre a Parigi dello stesso periodo.Giudizi entusiasti che però si contrappongono ad una serie di stroncature negli ambienti nazionali, alle quali seguono dei dissidi tra i sostenitori della pittura metafisica, e dello stesso De Chirico con Carrà. Da quel mometo in poi , L'arte di De Chirico si rifà ai grandi maestri della pittura(Tiziano,Raffaello,Courbet). Finisce il periodo metafisico ed inizia quello delle vedute romane realistiche , delle nature morte, e di alcuni saltuari rifacimenti di tematiche legate alla mitologia greca. L'ultimo periodo dechirichiano si appunta sulla ripetizione di temi già affrontati negli anni passati.Una cosiddetta "ripetizione differente" che consiste nel replicare le piazze, gli opifici , le torri, etc.Opere di dimensioni minori , caratterizzate da una tecnica d'esecuzione molto accurata e dettagliata, quasi seriale riguardo alcune repliche, ma tuttavia non priva di novità. Nasce ,infatti, nella fase finale la serie dei "Bagni misteriosi" . Il concetto di "ripetizione differente" inoltre rappresenterà un punto in comune con molti altri artisti a tal punto da essere considerato una delle caratteristiche ricorrenti dell'arte contemporanea. |
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| ARTE METAFISICA - Stile e percezione visiva | |
| Le prime
opere di De Chirico sono caratterizzate da una notevole
impronta Bockliniana.All'epoca (1908) molti pittori sono
orientati verso le analisi dei meccanismi della
percezione, sulle proprietà dei colori e della forma.L'
arte di De Chirico, invece, sin dalle prime battute ha
connotazioni "originarie" ,un'arte che era
contrapposta al versante parallelo quello dell' "originalità".Per
la critica, arte
originaria significa
arte rivolta alla valutazione dei canoni compositivi
tradizionali. Questa caratteristica resterà costante per
tutta la lunga ricerca del pittore.Riguardo i temi
affrontati,si tratta di un riflesso di una cultura
personale che deriva dal suo luogho di nascita :la Grecia
e la Tessaglia. Questa prima fase è caratterizzata da opere di una vivace cromia, sostenute da linee nere. Specie nella ritrattistica.I critici Barilli e Calvesi riconducono questi connotati stilistitici alla ritrattistica del Costetti, il quale affidava al contorno un ruolo assai marcato, di rinforzo al sintetismo plastico del colore.Altra influenza è quella di Gauguin, le cui opere possiedono una notevole efficacia espressiva tramite profili marcati e colore articolato per piani. La prima opera "Metafisica" è "Enigma di un pomeriggio d'autunno" ,del 1910 .L'opera nacque da una "visione" che De Chirico ebbe un pomeriggio seduto in piazza S. Croce a Firenze. Si trovava in un particolare stato emotivo, collegato ai suoi precedenti stati precari di salute.L'opera segna l'inizio di uno stile che avrà grande influenza nell'arte contemporanea.Le caratteristiche dell'opera sono le seguenti: interesse per gli assetti geometrici,per la forma intesa come coerente definizione plastica delle cose, per la solidità e la monumentalità come indice di armonia e stabilità, elevato contenuto espressivo che ha come risultato il controllo visivo dello spettatore. Tali opere sono costituite da immagini "permanenti" in uno spazio che non implica una sincronica componente temporale ,poichè ogni elemento cella composizione può essere considerato un elemento a se stante. Il risultato è che lo spettatore , attraverso precise reazioni percettive, può ritrovare le stesse identiche reazioni emotive di chi ha prodotto l'opera. In base a questo, una parte della critica ha rivolto gli studi in direzione delle teorie della percezione e del purovisibilismo, in quanto ci si trova di fronte a opere la cui struttura è in grado di proiettare nel fruitore reazioni mentali precisamente definite. Ad ogni elemento dell'opera di De Chirico è attribuito un valore percettivo indipendente, come isolato dallo spazio circostante.Cosicchè, ogni parte della composizione diventa un tratto motivato e voluto per una simbolica nuova che riconduce ai soli oggetti dell'opera e non a precisi codici esterni. Lo SPAZIO nell'opera di De Chirico è stato ricondotto a quello dei pittori primitivi.E del 1910 un articolo di soffici che Calvesi cita per indicare l'interesse di De Chirico per i pittori primitivi, riguardo l'uso che questi fecero della prospettiva psicologica, anzichè di quella geometrica.Per Giotto lo spazio era il piano trasparente da cui osservare il mondo, peraltro disposto come all'interno di un cubo.Più tipi di spazialità, che non sono la riduzione dello spazio totale dell'universo, ma che convivono in uno spazio unitario. Lo spazio psicologico, quindi, ha avuto un ruolo fondamentale per la i critici orientati verso le teorie della percezione, soprattutto Arnheim, sulla scorta di Ames. Quest'ultimo dimostrò l'esistenza di alcune discrepanze tra spazio fisico e spazio psicologico.Arnheim ne trasse il celebre saggio sull'opera "Mistero e Malinconia di una strada" del 1914, presente nel saggio Arte e Percezione Visiva ed. Feltrinelli libricom |
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